• pepsy wrote a new post, Pensierino della notte, on the site pepsy 3 days, 11 hours ago

    Allo tsunami di chiacchiere prodotto sulla Rete dagli elettori dei partiti al governo, dai loro alleati all’opposizione e da tutto il resto degli amici dei politici si può rispondere in molti modi.

    Quello che […]

  • pepsy wrote a new post, Lo spam del mese, on the site pepsy 6 days, 16 hours ago

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    From: Twomey Gorey

    Subject: Tiсkеt#700284469: 10/07/2018 09:34:17 Your life can be ruined

    To: me

    Hello there. E […]

  • pepsy wrote a new post, Tutti contro i messaggini, on the site pepsy 3 weeks, 2 days ago

    L’altra internet. Tutti contro i messaggini (da “Umanità Nova”, n.20, 17/06/2018)

    A molti, il termine “messaggeria istantanea” (IM, Instant Messaging) può dire poco, mentre citando nomi come WhatsApp, F […]

  • Raccontano le cronache che, nel pomeriggio elettorale del 4 marzo, girava su una onnipresente applicazione di messaggistica istantanea un “sondaggio” che riportava delle percentuali di voto che poi si sono […]

  • pepsy wrote a new post, 8 marzo, on the site pepsy 4 months, 1 week ago

  • Le informazioni sui nostri comportamenti in Rete possono rivelare, anche indirettamente, determinati aspetti della nostra vita e della nostra personalità che vorremmo mantenere riservati oppure a conoscenza solo […]

  • pepsy wrote a new post, Falsa la notizia, on the site pepsy 7 months, 1 week ago

    L’esterofilia linguistica, che in molti paesi si dovrebbe chiamare più correttamente anglofilia, è una brutta malattia che affligge da sempre il sistema dei mass media ufficiali e non solo. Internet ha p […]

  • pepsy wrote a new post, Balene a forma di bufale, on the site pepsy 1 year, 1 month ago

    Continua in modo incalzante la campagna militare dei politici e dei media ufficiali contro le cosiddette “fake news”. Intenzione lodevole se non fosse che troppo spesso sono proprio i mezzi di comunicazione più […]

  • pepsy wrote a new post, La TV ti spia. Davvero., on the site pepsy 1 year, 3 months ago

    Come accade per gli eventi che si ripetono di frequente, anche il recente annuncio di Wikileaks [1] sulla pubblicazione di un sostanzioso quantitativo di materiali provenienti dagli archivi della CIA, rischia di […]

  • pepsy wrote a new post, Lombroso 2.0, on the site pepsy 2 years, 1 month ago

    Tra le bizzarre teorie eredità dei secoli passati ce ne sono alcune, come la fisiognomica e la frenologia, che durante la rivoluzione industriale sono state riprese e rivestite di una scientificità alquanto d […]

  • pepsy wrote a new post, Turismo per tutti, on the site pepsy 2 years, 3 months ago

  • Tra le meraviglie future promesse dal governo in carica c’è l’attivazione di un sistema di “identità digitale”, che dovrebbe facilitare la quotidiana lotta tra i cittadini e la burocrazia delle leggi e dello s […]

  • pepsy wrote a new post, Karma Police, on the site pepsy 2 years, 9 months ago

    La scorsa settimana sono stati resi pubblici [https://theintercept.com/documents/] alcune decine di documenti riguardanti i programmi usati dai servizi segreti inglesi per lo spionaggio ai danni di tutta la […]

  • I giornalisti leggono troppa fantascienza, anche quando traducono da altri giornali. Un proiettile può sicuramente entrare, uscire e rientrare (per esempio colpisce un arto, lo trapassa, esce e colpisce il corpo) ma che questo possa avvenire “più volte” è davvero poco credibile.
    la repubblica 2014-08-19 at 01.39.43

  • pepsy wrote a new post, Vendite immobiliari, on the site pepsy 4 years ago

    [caption id="attachment_541" align="aligncenter" width="712"]Appartamento in vendita a Livorno dopo le recenti elezioni amministrative. Appartamento in vendita a Livorno dopo le recenti elezioni amministrative.[/caption]

  • pepsy wrote a new post, Quaranta anni, on the site pepsy 4 years, 1 month ago

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  • Non è certo la prima volta che è annunciata una riforma della “Pubblica Amministrazione” (P.A.) e, probabilmente, non sarà nemmeno l’ultima ma, anche questa volta come nelle precedenti, chi ha fatto l’annuncio e tutti quelli che lo sostengono hanno fatto finta di non essere a conoscenza di qual è la realtà concreta.
    Il funzionamento attuale della P.A. è principalmente il frutto, storicamente e politicamente, di misure determinate dai vari Governi della Repubblica e, prima di loro, da quelli del Regno. Per cui, se qualcosa non funziona nella P.A. i primi responsabili sono da ricercarsi proprio all’interno dei parlamenti dove sono state proposte e approvate le leggi, piuttosto che di quei lavoratori che devono applicarle. La corruzione, l’elefantiasi burocratica, la stratificazione legislativa, la duplicazione di procedure e la contraddittorietà delle norme non sono certo causate dall’assenteismo dell’ultimo usciere di una qualsiasi amministrazione. I loro colpevoli vanno invece cercati all’interno del sistema di potere, del clientelismo e delle lobby dei politici che hanno sempre fatto principalmente i loro interessi e quelli dei loro padroni a scapito di quelli collettivi. Gli esempi che si potrebbero fare hanno riempito pagine e pagine di libri.
    Nel corso degli anni i vari tentativi di riformare la P.A. si sono sempre arenati non su qualche amena spiaggia ma all’interno della stessa macchina statale e anche questo non certo per colpa dei “fannulloni” o magari delle lotte vincenti dei lavoratori ma di altre cause dipendenti esclusivamente dai vertici politici e amministrativi. Gli annunci delle “riforme” sono sempre serviti da campagna propagandistica, meglio se condotta in prossimità di una scadenza elettorale, a tutti quelli che avevano interesse di conservare le proprie posizioni economiche e di potere ed eventualmente allargarle. Anche in questo caso gli esempi si sprecano.
    Nonostante questa realtà sia sotto gli occhi di tutti, il decisionismo iper-attivo dell’attuale capo di governo ha portato a fine aprile alla pubblicazione di una “lettera aperta” indirizzata direttamente ai dipendenti pubblici [*], nella quale sono elencate le 3 “linee guida” ed i 44 “punti” che dovrebbero essere alla base di questa ennesima promessa di cambiamento.
    Sarebbe troppo noioso per chi legge, una critica puntuale di tutto quanto scritto e, almeno per questa volta, ci limitiamo solo a qualche osservazione di carattere generale.
    Le “linee guida” sono indice di una solida cialtroneria demagogica a partire dalla prima, “Il cambiamento comincia dalle persone” dovrebbe essere quella delle “innovazioni strutturali” nella quale si mettono insieme una serie di desiderata sulle quali i singoli lavoratori non hanno alcuna voce in capitolo: programmazione, dirigenza, misurazione dei risultati, tempi di vita e di lavoro.
    La seconda, “Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione”, riguarda l’abolizione di enti inutili e le poltrone degli “amici degli amici”, altro settore dove i semplici dipendenti pubblici contano in pratica meno di zero.
    La terza, “Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei servizi”, è sicuramente quella più alla moda, peccato che – come nei casi precedenti – non si capisce perché sia inserita in una lettera i cui destinatari sono i lavoratori e non piuttosto gli alti burocrati ed i dirigenti che sono gli unici che hanno un minimo di potere in questo campo.
    Passando ai 44 “punti”, che dovrebbero essere la trasposizione nel dettaglio delle suddette “linee guida”, si capisce il perché di questo apparente errore di mira.
    Leggendoli si scopre che si vogliono impoverire ulteriormente i lavoratori della P.A., i cui contratti sono fermi per legge da anni, per esempio legando i premi di produttività all’andamento dell’economia, si vogliono introdurre nuove norme sul licenziamento (ipocritamente chiamato “esonero”) già ampiamente previsto dai contratti vigenti, si vuole ridurre la possibilità di fare lavoro sindacale dimezzando le ore dei permessi. Lo stesso accorpamento o eliminazione degli enti è, chiaramente il viatico (con la scusa della lotta agli sprechi) che produrrà personale in esubero da licenziare. Si continua poi con la farsa della “digitalizzazione” della P.A., un obiettivo già da tempo assegnato a strutture che hanno cambiato più volte nome e funzioni nel corso degli ultimi venti anni, ottenendo solo il risultato di aggiungere confusione a confusione.
    La cosa più ridicola di tutte, ammesso che ci sia ancora da ridere, è che viene chiesto – sulla scia della moda dell’e-government – un parere a tutti i cittadini dando anche una scadenza (il 30 maggio prossimo) per inviare, ovviamente via posta elettronica, commenti e osservazioni in proposito. Chiunque potrebbe far notare che, se solo lo 0,1% della popolazione decidesse di partecipare a questa farsa qualcuno dovrebbe leggersi almeno 60 mila mail (senza tener conto dell’inevitabile posta spazzatura) e poi farne una sintesi da sottoporre all’attenzione dei legislatori, il tutto in meno di due settimane, visto che è stato anche annunciato che a metà del mese di giugno saranno presentati i Decreti Legge attuativi.
    Una cosa credibile solo dai più indefessi sostenitori del Governo.
    [*] Si può leggere qui http://governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=75525
     

  • A gennaio 2014 era stata pubblicata da tutti i media la storia del dittatore Nord Coreano che fa sbranare lo zio (e magari anche tutta la di lui famiglia) dai cani. Titoli, articoli commenti e poi… smentite. Si trattava di un “malinteso”, qualcuno che aveva preso per vero un articolo satirico. Cose che capitano? No.
    Storie del genere sono frutto del costante lavoro degli uffici di disinformazione, un classico e neppure tanto originale, anzi piuttosto datato come metodo di guerra psicologica.
    La cosa divertente, in questi casi, è che c’è sempre chi esagera.

    A questo link, se ancora non lo hanno fatto sparire,

    http://www.repubblica.it/esteri/2014/04/20/foto/kim_jong-un_le_foto_sono_sempre_un_mistero-84071029/1/?ref=HRESS-1#1

    un bell’esempio, proveniente da (afp) che, salvo errori, dovrebbe essere “Agence France-Presse”, agenzia di stampa francese.

    L’autore della didascalia ci spiega come il dittatore coerano venga fotografato ma senza che alle immagini sia messa una qualsiasi didascalia che precisi data, luogo e occorrenza della foto.

    Per far capire all’incolto lettore quanto cattivo sia il suddetto dittatore, il prode giornalista (?) scrive testualmente che il dittarore coreano “Alcuni mesi fa ha decretato la morte di uno zio facendolo divorare dai leoni.”

    Quando un cialtrone al soldo della disinformazione, accusa un dittatore di fare disinformazione, si produce una disinformazione al quadrato.

    Nel caso gli addetti alla disinformazione del web di “la Repubblica” abbiano modificato la didascalia, eccola qui sotto in tutto il suo splendore.

    web_repubblica 20140420at13.51.37

     

     

    Aggiornamento (21/04/2014): la didascalia è stata cambiata, adesso lo zio è stato fatto divorare dai cani. Evidentemente anche per gli addetti alla disiformazione i leoni erano davvero troppo.